coerenza

Il periodo natalizio, quest’anno, sarà anche un periodo pre elettorale. Tra una fetta di panettone ed un bicchiere di spumante, un torrone e una partita a carte, nelle case dei futuri protagonisti delle elezioni di primavera, sarà tutto un intrecciarsi di incontri, telefonate, mail, sms e post su FB. Ad oggi vi è una sola certezza: Luciani si ricandida e verso di lui viaggia una fiumana di viandanti da destra, sinistra e centro nella speranza di una sua rielezione. Alcuni di loro non brillano certo per coerenza (ormai, in politica, questa parola è desueta). Da chi iniziare? Lucrezio Paolini? Bene. All’epoca della battaglia sui tigli e contro l’abbattimento di palazzo Sirena dichiarava, riferendosi all’indicazione di Antonio Luciani come sindaco nel 2011:” So’ sbajite”, “Ho sbagliato” in dialetto Giuliano-Teatinese. L’appoggio di Luciani gli serviva per le elezioni Regionali, il resto è storia. Il PD di Francavilla? E’ come sparare sulla Croce Rossa. Una ribellione finita con la coda tra le gambe dei suoi protagonisti. E dal centrodestra? Si parla dei De Felice, dei Casoraro, dei Cappelletti, di Di Francesco (presidente Comitato Carnevale) che porterebbero armi e bagagli in “casa Luciani”. Anche a sinistra vi è un timido tentativo individuale di dar credito al Sindaco. Ma è roba insignificante (vedi all’interno i comunicati di Sel e Uniti a Sinistra). Al dunque la parola coerenza, nel vocabolario della politica, è stata sostituita da quella più “appropriata”...convenienza.

Da Primo Foglio n. 7 dicembre 2015