Franco CambiAbbiamo intervistato Franco Cambi, già facente parte della presidenza nazionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e Presidente Regionale CNA ed attuale Presidente di CNA pensionati Abruzzo, sulla situazione che si è andata definendo all’interno della sinistra di Francavilla in vista delle elezioni amministrative del 2016.

 

A pochi mesi dalle elezioni non è ancora chiaro quali saranno gli schieramenti e i candidati che si opporranno a Luciani. C’è confusione anche a sinistra dove è in atto un vero e proprio scontro sulla possibilità di vedere Sel schierata in coalizione con Luciani. Cosa sta accadendo?

Bisognerebbe intanto definire cos’è la sinistra a Francavilla; sicuramente non è rappresentata dall’attuale sindaco Luciani. Lo dimostrano le sue scelte in campo amministrativo nonchè la sua passata appartenenza al PDL prima di venir candidato dal PD nel 2011 . Detto questo, nella nostra città dal 2008 è attivo il gruppo di Uniti a sinistra che dal 2011 ha instaurato una proficua alleanza con il circolo di Sinistra ecologia e libertà, basata sulla comunità di intenti su temi essenziali. Questa convergenza è proseguita per tutti questi anni vedendo i due gruppi procedere affiancati a supporto di svariate lotte e iniziative fino all’adesione al progetto politico di Verso Francavilla per la creazione di una coalizione in opposizione a quella guidata da Luciani e al centro-destra. L’apertura di credito nei confronti del sindaco da parte di un ex iscritto a Sel ha dato il là ad una serie di eventi che ad ora stanno condizionando il percorso di una sinistra unitaria a Francavilla.

Si riferisce alla spaccatura interna al Circolo di Sel?

Una situazione che poteva essere tranquillamente evitata sin dall’inizio se alle dichiarazioni a mezzo social si fosse preferito un confronto a viso aperto tra persone che negli anni hanno condiviso battaglie e idee. La volontà di un singolo è andata a discapito di un’esperienza nata e cresciuta in antitesi al progetto politico e amministrativo portato avanti da Luciani. Comunque non ho apprezzato nemmeno la confusa gestione da parte dei vertici provinciali e regionali di Sinistra Ecologia e Libertà.

La decisione di non riconoscere l’assemblea autoconvocata del gruppo rappresentato da Antonio Paolucci?

A dicembre a Francavilla c’era già ben 30 iscritti a Sel; un numero più che sufficiente per far rinascere il Circolo di Francavilla. Il circolo in effetti non era mai stato formalmente chiuso, essendo possibile in fase di tesseramento, iscriversi proprio al Circolo di Francavilla che ancora compariva sul sito nazionale. I 30, dopo aver sollecitato i vertici per la convocazione di un’assemblea ma senza ricevere rassicurazioni in merito, si sono autoconvocati, esercitando un loro diritto ed eleggendo come portavoce Antonio Paolucci. I 30 avevano chiesto inoltre che l’invito all’assemblea del 22 dicembre fosse esteso anche ad altri eventuali tesserati di Sel, cosa mai avvenuta. Ma la cosa più grave a mio avviso è stata quella di impedire un confronto tra le due parti prima di giungere all’assemblea del 23 gennaio al MuMi dove è stata eletta coordinatrice Francesca Rasetta, negando al gruppo rappresentato da Paolucci la possibilità di conoscere i nomi e il numero degli altri iscritti a Sel. La sensazione è che ritardando la convocazione dell’assemblea si sia voluto giungere a tutti i costi ad un punto dove a contare fosse il numero delle tessere, non le idee o la ragionevolezza di un percorso già avviato e testimoniato da prese di posizioni ufficiali. Al riguardo è interessante scorrere la lista dei nomi dei tesserati, non mancano le sorprese se si pensa all’estrazione politica di molti di loro.

Al di là della questione burocratica, perché il gruppo dei 30 autoconvocati non si riconosce nelle decisioni prese nel corso dell’assemblea del MuMi?

Per il capriccio di qualcuno spinto da motivi personali, non si possono cancellare di punto in bianco le decisione e le scelte che Sel ha perseguito in questi anni, riabilitando l’operato di Luciani senza passare nemmeno attraverso un confronto con chi in questi anni ha continuato a lavorare seriamente ad una proposta politica alternativa. Ė un problema di metodo ma anche di contenuti. Come si accordano le decisioni di Luciani su porto e palazzo Sirena con le posizioni espresse da Sel fino a questo momento?

Lo strappo all’interno del circolo di Sel, se non verrà risolto, non si rischia di far perdere voti alla naturale alleanza Sel-Uas?

Visto le premesse non ci sarà una dispersione di voti a sinistra. In Sel c’è un gruppo che si è costituito al solo scopo di far convergere Sel con la coalizione guidata da Luciani. Questo non deve spaventarci perché il bacino elettorale al quale fa riferimento tale gruppo, di fatto appartiene già all’orbita del sindaco, che si faccia chiamare Sel oppure no. E noi siamo consapevoli che il vero elettorato di sinistra non voterebbe mai per la soluzione politica prospettata dal gruppo guidato da Francesca Rasetta.

Cosa accadrà nelle prossime settimane?

Gli autoconvocati sono fermi nelle loro posizioni; hanno presentato i loro ricorsi nelle sedi opportune garantite dallo statuto del partito. Poi si vedrà. Dubito fortemente che ci possa essere una ricucitura se si insiste con il progetto di appoggiare Luciani al solo scopo di salire sul carro di colui che auspicano vincitore e piantare una bandierina e un simbolo svuotati di significato. Che più o meno è quello che è già accaduto proprio con il PD di Francavilla.

Francesca Rasetta però ha dichiarato che Sel intende costituire un saldo punto di riferimento in città per l'area politica di sinistra.

Non ci si improvvisa attivisti da un giorno all’altro quando per anni si è rimasti silenti di fronte alle scelte scellerate portate avanti da questa amministrazione. Ho letto sulla stampa da parte della Rasetta dichiarazioni confuse e approssimative su argomenti che evidentemente non padroneggia come si converrebbe in casi come questo.

Federica Rapino

da Primo Foglio n. 1, febbraio 2016