Riportiamo per intero l'articolo pubblicato su Primo Foglio nel mese di aprile. Quanto scritto è quindi antecedente ai recenti sviluppi legati al nuovo documento della Soprintendenza (foto allegata). Segue il link al video in cui Stefano Di Renzo rende noto il contenuto della lettera della Soprintendenza a lui indirizzata.

 

Riceviamo e pubblichiamo di seguito un intervento del Sig. Nicola Miccoli che ne ha fatto esplicita richiesta sulle pagine di facebook indicando le colonne del nostro giornale come luogo dove chiarire la sua posizione circa la vicenda del muro abbattuto e l’intervento edilizio presso l’area adiacente di Torre Ciarrapico.

E' ormai ora di fare chiarezza sulle continue e pretestuose polemiche sulla questione della rimessa interrata di Nicola Miccoli. Ripercorriamo i fatti: Nicola Miccoli, legittimo proprietario di un sito confinante con l'area comunale alle spalle della torre Ciarrapico, chiede il permesso di costruire una rimessa interrata all'interno della sua proprietà che il Comune rilascia in aderenza alla legge n°122 del 1989. Successivamente chiede al Comune di poter attraversare l'area che, dal dopo guerra, viene utilizzata come parcheggio da tutti gli abitanti della zona anche da chi ha contestato. Nicola Miccoli ottiene dall'Amministrazione Comunale il permesso richiesto ed in cambio si impegna a sistemare l'area stessa secondo le indicazioni fornite dai tecnici comunali.

In virtù di un esposto fatto al Comune che ha visto coinvolte anche la Sovrintendenza e la Procura della Repubblica il 19 Marzo 2015, la Sovrintendenza emette un provvedimento di sospensione dei lavori che Nicola Miccoli rispetta comunicando alle imprese ed ai tecnici l'accaduto. In seguito, il 1 Aprile 2015 la Sovrintendenza ai Beni Archeologici esegue un sopralluogo da cui emerge che l'area privata sulla quale erano in atto i lavori non ha i requisiti di interesse tanto che il provvedimento di sospensione viene lasciato decadere. Contestualmente il Comune incarica i Vigili Urbani a fotografare lo stato dell'arte sull'area comunale per evidenziare che nessun lavoro è stato effettuato. Il 5 Febbraio 2016, dopo circa un anno, riemerge in Consiglio Comunale la stessa questione. Il Sig. Di Renzo, infatti, interroga il Consiglio Comunale sostenendo che Nicola Miccoli abbia costruito sulle mura del Complesso Conventizio San Francesco senza avere un documento di appoggio alla sua affermazione (mentre Nicola Miccoli dispone di un documento risalente al 1940 che certifica la proprietà di quel muro). Sostiene che l'area pubblica sia stata interessata dai lavori ed anche in questo caso senza produrre alcuna documentazione fotografica (mentre il Comando dei Vigili Urbani ha effettuato due sopralluoghi comprovando l'inesattezza di tale affermazione). In sede Consiliare, l'Assessore preposto Sig. Vincenzo Di Lorenzo risponde sostenendo innanzitutto che “L'incipit” sul quale si basa l'interrogazione è falso e di conseguenza non meritevole di considerazione. Tuttavia risponde sia verbalmente sia per iscritto al Sig. Di Renzo ribadendo che l’operato dell’apparato tecnico e politico del Comune è stato corretto e rispettoso delle leggi. Che l'operato di Nicola Miccoli lo è stato altrettanto ma lui, in nome dei diritti dei cittadini continua a ribadire il contrario senza però farlo in pubblico rivolgendosi direttamente a Nicola Miccoli. Quindi ancora oggi Nicola Miccoli e la Sua famiglia non riescono a spiegarsi come il Sig. Di Renzo e tutti quelli che lo hanno sostenuto in questa battaglia non si convincano che sia lui sia le Istituzioni che hanno accusato hanno agito nel rispetto rigoroso della legge e nell'interesse dell'intera Comunità residente. Non si capisce perchè i contestatori invece di intraprendere una battaglia basata su idee preconcette non abbiano seguito strade legali ed ovvie nei confronti di Nicola Miccoli. Tutti loro sapevano di un ordine della Sovrintendenza? E perchè nessuno si è mosso in alcun modo per far sì che il cantiere venisse sequestrato? E' stato detto che la rimessa costruita è un ECOMOSTRO mai nessuno ha avuto il coraggio né di denunciare Nicola Miccoli né di andare sul posto a dimostrare il loro dissenso. Ma per l'ennesima volta è chiaro che l'unico scopo era quello di portare avanti una lotta politica contro Antonio Luciani e Vincenzo Di Lorenzo senza valutare i gravi danni di vario tipo che ricadono su una famiglia di onesti lavoratori. Nicola Miccoli e la sua famiglia , oltre alle numerose illazioni dei contestatori, hanno subito anche quelle del popolo di Facebook che, senza elementi concreti, ne ha fatto un “demone dell'architettura”. Infatti lo hanno accusato di non aver rispettato l'ordine di sospensione dei lavori emesso dalla Sovrintendenza e di aver costruito sull'area pubblica, ma tutti gli elementi sopra riportati indicano che queste accuse sono completamente infondate.

Nicola Miccoli

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Conosco personalmente Nicola Miccoli che è una persona onesta e seria e dispiace che debba giustificare una situazione in cui si è venuto trovare non per sua volontà ma per l’impreparazione di qualcuno e la non corretta informazione nei suoi confronti. Come già affermato in diverse discussioni, anche sui social, purtroppo il signor Miccoli è stato consigliato male e se pagherà qualcosa lo farà per la confusa interpretazione delle leggi da parte del Comune nella sua parte tecnica e politica. Ricordiamo per l’ennesima volta che è stato proprio il Comune a venire meno ai suoi obblighi non avviando la corretta procedura per la verifica dell’interesse culturale del bene in questione. Noi ci siamo mossi come sempre facciamo nell’interesse della collettività, senza mai entrare nel merito dell’atteggiamento del cittadino interessato e chi esso fosse (lo abbiamo sempre definito “il privato” sia su internet che su questo giornale). L’iniziativa è avvenuta in prima battuta da parte dei cittadini residenti e da Italia Nostra e successivamente anche da parte della nostra associazione. Saremmo lieti se Nicola Miccoli uscisse da questa vicenda senza nessun altro fastidio ed aggravio. Tuttavia dobbiamo puntualizzare che, a fronte della sospensione dei lavori, lui sostiene che la Soprintenza ha soprasseduto. Se così fosse ci dovrebbe essere un documento che lo accerti ma che, per quanto ne sappiamo, non esiste. Come riportato anche nella nota del signor Miccoli il sopralluogo del 1 aprile 2015 è stato effettuato da un funzionario della Soprintendenza dei Beni Archeologici in risposta alle segnalazioni delle associazioni soprindicate. Il funzionario non ha rilevato un interesse archeologico del sito, è vero, ma questo non significa che il sito fosse comunque privo di qual si voglia interesse culturale. La Soprintendenza dei Beni Archeologici non avendo dunque competenza sul bene in questione, non avrebbe mai potuto smentire il documento di sospensione dei lavori emanato dalla Soprintendenza Belle arti e paesaggio (unica Soprintendenza competente in materia). Il rilievo e le foto dei Vigili dovrebbero avere a loro conforto una relazione e una successiva autorizzazione (che comunque andrebbe a cozzare con il documento di sospensione dei lavori). Infine il Signor Nicola Miccoli sostiene che il muro abbattuto era di sua proprietà; non lo mettiamo in dubbio ma questo non cambia nulla in quanto molte proprietà private sono soggette a vincoli e questi vincoli debbono essere rispettati. In quanto all’attività del Consigliere Comunale Di Renzo, lo ha già detto lui stesso su Facebook, egli non aveva nessuna intenzione di attaccare la persona Nicola Miccoli, ma ha semplicemente voluto denunciare un atto di cattiva amministrazione messa in campo con leggerezza e superficialità. Questo è uno dei compiti istituzionali di un consigliere comunale. Rimaniamo a disposizione per la pubblicazione di ulteriori documenti ufficiali e probanti che possano smentire le cose da noi riportate.  

Moreno Bernini

Da Primo Foglio, n. 2, aprile 2016

****** Aggiornamento degli ultimi giorni ******

Quando questo articolo è stato pubblicato non eravamo ancora a conoscenza della lettera della Soprintendenza in risposta al Consigliere Stefano Di Renzo. Nel documento, svelato nel corso di un confronto televisivo tra i candidati sindaco di Francavilla, ancora una volta, si ribadisce l’illegittimità dei lavori portati avanti dal privato. Alleghiamo foto e video.

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