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I CASTELLI ABRUZZESI 
NELLA VI SERIE DELLE CARTOLINE ILLUSTRATE 
DI BASILIO CASCELLA


Basilio Cascella, artista e artigiano poliedrico deve la sua fama di grande animatore culturale del periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento non solo all'avventura editoriale dell'"Illustrazione abruzzese" ed a "La Grande Illustrazione" ma anche alla sua straordinaria attività in campo grafico e pubblicitario.

Rientrato a Pescara nel 1895, fonda insieme al pittore sulmonese, Vincenzo Alicandri, lo "Stabilimento litografico B. Cascella e C.°" dove per oltre un decennio si concentra l'attività grafica di stampe materiale pubblicitario ed illustrazioni di vario genere. 
Come nell'attività pittorica, in quella grafica i temi ricorrenti sono l'Abruzzo e la vita contadina e pastorale, colti attraverso il mezzo fotografico, inteso non come forma espressiva autonoma, ma come strumento funzionale alla realizzazione dell'opera.

Gli anni tra la fine della pubblicazione della prima serie dell'"Illustrazione Abruzzese" e la realizzazione di una nuova serie della rivista, sono un periodo prolifico della sua attività grafica.

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Le difficoltà economiche che avevano determinato la cessazione della pubblicazione dell' "Illustrazione", spingono l'artista a indirizzare la produzione verso la grafica pubblicitaria, realizzazione di etichette per bottiglie, immagini sacre e altri prodotti facilmente deperibili. 

Così si avvicina al mondo delle cartoline illustrate, un genere più libero dalla concorrenza e che si prestava ad essere praticato per motivi strettamente economici. 
Le cartoline risultarono particolarmente gradite a Cascella, che si trovò ad apprezzarne le potenzialità artistiche, sperimentando quelle stesse idee che avrebbe voluto realizzare per una ipotetica nuova serie dell'"Illustrazione Abruzzese". 
Gli anni in cui si avvicina alla cartolina illustrata costituiscono il periodo aureo del genere. 
La cartolina postale illustrata nata due anni dopo la nascita ufficiale della cartolina postale avvenuta nel 1869 nell'Impero Austroungarico già nel 1899 gode di una certa attenzione da parte del mondo del collezionismo.

Le cartoline riscontrano subito un grande successo e sono oggetto di collezionismo da parte di un pubblico abbastanza vasto. Nel 1902, lo stesso Cascella nell'ambito della I Esposizione Internazionale d'Arte decorativa di Torino, che segna il trionfo del gusto Liberty in Italia, presenta una serie di cartoline illustrate, che oggi costituiscono un eccezionale documento antropologico dell'Abruzzo rurale. 

Tra il 1900 e la fine degli anni dieci Basilio realizza circa 350 cartoline divise per serie. 

La VI serie, denominata "Castelli Abruzzesi", mostra l' interesse di Cascella per i monumenti medievali abruzzesi, tema ricorrente in entrambe le serie dell'Illustrazione abruzzese. 
Realizzata nel 1902, la serie dei castelli nasce per promuovere la Centerbe Pascale di Popoli come si deduce dalla sovrimpressione in rosso sul verso: "Popoli / (Abruzzo) / Centerbe Pascale / Liquore / di / fama / mondiale".

Le dodici cartoline cromolitografiche nel formato cm. 19 x 14 ca. rappresentano 
undici castelli abruzzesi.

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Ciascuna riporta il nome del castello o la località dove è collocato, e reca la firma dell'artista. 
E' evidente da gran parte della produzione di Cascella, che la scelta dei più noti castelli dell'Abruzzo è da riferire al fatto che l'architettura fortificata costituisce uno degli aspetti più tipici e caratteristici del paesaggio abruzzese, data la necessità di avvistamento, di difesa e di controllo dei confini e della viabilità.

Secondo la Cronaca di Casauria, prima della fondazione dell'omonima abbazia benedettina nel 872, vi erano solo ville e casali ma nessun castello.
Ciò fino all'arrivo dei Saraceni che occuparono e bruciarono il monastero stesso. 
Si cominciarono quindi a fortificare le "ville" ovvero i borghi. 
Con la conquista dell'Abruzzo da parte dei Normanni, nella seconda metà del XI secolo e completata intorno alla metà del XII secolo, l'incastellamento si struttura in modo più organico. 
nuovi signori si impadronirono delle fortificazioni o instaurarono un rapporto di vassallaggio con i proprietari di queste, controllando territori più o meno estesi. 

La grande varietà nel territorio risulta evidente anche nella selezione operata da Cascella nelle sue cartoline: i castelli di Roccascalegna, Popoli e Crecchio nascono come torri di avvistamento, fulcri attorno ai quali si addenseranno corpi fortificati più articolati e che finiranno per assumere anche una funzione abitativa; 
i castelli di Avezzano, Capestrano e Ortucchio pur pensati per la difesa nascono con connotazioni più esplicitamente residenziali, testimonianze della potenza di importanti famiglie feudali; il castello di Ortona è un chiaro esempio di castello dell'area litorale. 
Le altre cartoline mostrano i castelli di Magliano, Gagliano, Pacentro e Celano.

[le illustrazioni provengono da https://www.regione.abruzzo.it/xCultura/index.asp?template=imgView&imgF=xBeniCulturali/images/immagini/10/paesaggioAQ091.jpg]

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