ECCO GLI APPARTAMENTI!

E così la vicenda dell'ecomostro ai confini con Pescara, il Resort le Vele, potrebbe avere una...degna conclusione nel solco della più ortodossa tradizione francavillese in fatto di consumo di territorio.

In data 17 gennaio 2013 i proprietari hanno fatto richiesta di cambio di destinazione d'uso della struttura ormai bloccata da quattro anni.
Prima da vicende giudiziarie, poi da una scelta dei proprietari che aspettavano l'occasione propizia per ottenere quello che in fondo era nei loro auspici: appartamenti affacciati sul mare.
Il riferimento normativo è la L.R. 75/95 ed il regolamento approvato dal Consiglio Comunale il 28.8.2012 che prevede le modalità del cambio di destinazione d'uso delle strutture ricettive in abitazioni private. Un finale che dovrebbe fare vergognare chi, all'epoca, prima chiese alla Regione Abruzzo di togliere il vincolo A2 del Piano Regionale Paesisistico, poi approvò i Piani particolareggiati e dette la possibilità di costruire una struttura turisticoricettiva sull'ultimo lembo sabbioso del Viale Alcione. In nome del rilancio turistico di Francavilla. Complimenti davvero.
Oggi l'Amministrazione comunale, dopo un anno e mezzo di stallo per quanto riguarda il settore Urbanistica, ha le mani legate dalle normative e deve osservare passivamente questa operazione. L'unica "consolazione" è l'introito di 1 milione e 300 mila euro che entreranno nelle casse comunali. 
Ma non si può pensare di salvare il Comune dal dissesto vendendo a pezzi patrimonio pubblico e territorio. 

In questo periodo di tempo si sarebbe potuto far approvare in Consiglio Comunale, ad esempio un documento di indirizzo per quanto riguardava le zone 15, e non si è fatto. Si potevano riguardare con attenzione le situazioni particolari, tipo appunto il Resort, e non si è fatto. 
Si è perso tempo, come abbiamo più volte rimarcato su queste pagine. Certo le responsabilità sono diverse e sicuramente ricadono principalmente sul centrodestra che ha amministrato dal 1998 al 2008 e che ha avviato questo iter sbandierando la necessità di strutture turistico ricettive. 

Nel 2013, un altro capitolo della Francavillizzazione sta per essere scritto
Al peggio non vi è mai fine in questa città.