“La sapienza risplende” e “Devozioni millenarie” 

Dall’ 8 Marzo al 23 Giugno il Museo Michetti ospita due mostre di altissimo valore culturale allestite in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, la Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Abruzzo, la Soprintendenza Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo e la Municipalità di Oricola.

La prima intitolata “La sapienza risplende: Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento” raccoglie diverse sculture lignee di area abruzzese salvate dal terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009. La mostra testimonia la grande fortuna che ebbe in Abruzzo il genere delle Madonne in trono lungo un arco di tempo che va dalla fine del XII secolo all’inizio del XIV secolo; le statue lignee e i dipinti su tavola databili tra il XII e il XVI secolo attestano infatti il particolare rapporto che lega la nostra regione al culto mariano, riflettendo al contempo la permeabilità del territorio ai diversi influssi culturali provenienti dall’Oriente, ma anche dall’Italia centrale, da Napoli e dalla Francia. Nelle Madonne abruzzesi dunque si assiste al progressivo passaggio dalla ieraticità di marca bizantina ad un rinnovato rapporto col dato naturale, mediato dall’esperienza del gotico di origine francese. Con il trascorrere del tempo inoltre si può cogliere il progressivo slittamento verso una concezione spaziale saldamente tridimensionale in contrapposizione alla bidimensionalità della visione medievale; allo stesso tempo i gesti si fanno più umani, rivelando la tenerezza e l’affettuosità che legano la Madonna al bambino che tiene tra le braccia. 
La seconda mostra “Devozioni millenarie: dai riti pagani di Oricola agli ex voto dell’Abruzzo medievale e moderno” delinea, invece, il percorso della devozione popolare dal III secolo a.C. all’età moderna in uno stringente quanto significativo confronto tra manufatti votivi di vario genere. Il rapporto con la divinità è dunque indagato attraverso l’esposizione di una serie di oggetti che riflettono la complessa ritualità instauratasi tra divinità e credente a partire dal III secolo a.C
A questo periodo risalgono infatti gli oggetti votivi recuperati nello scavo archeologico di Carsioli (Civita di Oricola - AQ); essi comprendono manufatti di varia natura, forme anatomiche, statuette di animali ma anche vasellame ed utensili. Donati alla divinità come segno di ringraziamento per una grazia ricevuta o a seguito di una richiesta di protezione, gli oggetti votivi continuano ad avere una grande rilevanza etno-antropologica anche persistenza di riti religiosi; di questo tipo in mostra è possibile ammirare una lunga serie di oggetti donati dai fedeli a diversi santuari della regione come quello della Madonna dei miracoli di Casalbordino e quello della Madonna dell’Oriente di Tagliacozzo. 

Il percorso Culmina idealmente e fisicamente con le due tele di Michetti in mostra permanente al Mumi: Gli storpi e Le serpi richiamano alla mente i riti ancestrali di un Abruzzo mitico, immaginato e fatto rivivere non solo da Michetti ma anche dalle opere di D’Annunzio e dagli studi antropologici di Antonio De Nino negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. 

Le mostre sono visitabili dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 su prenotazione e liberamente dalle 16:00 alle 20:00. Sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.